10/11/2009

La discriminazione non cala in Europa

Secondo un nuovo sondaggio d’opinione pubblicato ieri dalla Commissione Europea, 1 persona su 6 in Europa dichiara di essere stata vittima, durante l’anno scorso di discriminazioni (di razza, religione, età, disabilità od orientamento sessuale). Il 64% dei cittadini europei è inoltre preoccupato perché la recessione contribuirà a maggiori discriminazioni dovute all’età sul mercato del lavoro. Questi recenti risultati dell’Eurobarometro precedono il vertice europeo di quest’anno sull’uguaglianza che si terrà Stoccolma il 16 - 17 novembre.
In genere, 1 cittadino europeo su 3 si dichiara consapevole dei propri diritti se divenisse vittima di discriminazioni o molestie. Ma tale proporzione nasconde forti differenze tra i vari paesi. Accrescere la consapevolezza del pubblico è un processo a lunga scadenza che richiede sforzi comuni a livello europeo e nazionale anche da parte di attori importanti come gli organismi nazionali preposti alla parità.
Questa è la terza di una serie di indagini dell’Eurobarometro specialmente dedicate alla discriminazione in Europa e mira a sondare il modo in cui sono mutate la percezione e le opinioni negli ultimi anni. L’indagine ha riguardato, per la prima volta, i 3 paesi candidati: Croazia, ex Repubblica iugoslava di Macedonia e Turchia.
Per maggiori informazioni sul tema della discriminazione in Europa, consultare il sito relativo alla campagna “Si alle diversità. No alle discriminazioni” condotta dalla direzione generale per l’Occupazione, gli Affari Sociali e le Pari Opportunità della Commissione Europea.




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